La Jaeger-LeCoultre ha sempre mostrato una particolare attenzione per gli orologi da donna, sia dal punto di vista tecnico che estetico. Già nel 1880 lanciò il calibro 7HP, all’epoca il più piccolo esistente, inserito in casse smaltate e incastonate di diamanti, spesso indossate al collo come gioielli.
Nel 1900, con la nascita dell’orologio da polso (inizialmente riservato alle donne), Jaeger-LeCoultre fu tra le prime maison a produrne uno. L’orologio veniva integrato nei gioielli da braccio e la corona era nascosta sotto la cassa per mantenere un’estetica pulita ed elegante.
Nel 1908 viene introdotto un modello rivoluzionario con il calibro 6EB, spesso solo 1,5 mm e lungo poco più di un centimetro, incassato in una cassa tonneau dallo stile Art Déco.
Nel 1925 nasce il vero e proprio Jaeger-LeCoultre Duoplan, che monta il calibro 7BF, il primo a coniugare miniaturizzazione e precisione. Questo movimento veniva alloggiato in casse lussuose, spesso dotate di un coperchio che nascondeva il quadrante, trasformando l’orologio in un bracciale segreto. La corona era nascosta sotto il fondello, una soluzione elegante e raffinata.
Il Duoplan ebbe grande successo, soprattutto tra le intellettuali e donne emancipate dell’epoca, come Virginia Woolf, Annemarie Schwarzenbach e Simone de Beauvoir.
Nel 1929, Jaeger-LeCoultre inserisce nel Duoplan il calibro 101, tuttora il più piccolo movimento meccanico mai realizzato. È diventato simbolo di eleganza assoluta e innovazione, tanto che fu indossato dalla regina Elisabetta II il giorno della sua incoronazione nel 1953.
Un esempio straordinario di orologio-gioiello che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’orologeria.
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