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Omega Speedmaster

Storia dell'Omega Speedmaster

Tra i cronografi più iconici di sempre, l’Omega Speedmaster ha segnato un capitolo fondamentale della storia dell’orologeria e delle missioni spaziali. Nato come cronografo sportivo nel 1957, si è trasformato nel celebre "Moonwatch" grazie al suo impiego nelle missioni Gemini e Apollo.

Le origini: lo Speedmaster del 1957

Il primo Speedmaster, referenza CK2915, presentava la scala tachimetrica sulla lunetta – una novità per Omega – ed era equipaggiato con il celebre movimento calibro 321, sviluppato da Albert Piguet di Lemania. Il nome "Speedmaster" nasce dalla combinazione con altri modelli iconici della casa, come Seamaster e Railmaster.

Successivamente arrivarono i modelli CK2998 (1959), ST105.003 (1963) e ST105.012, con cassa asimmetrica per proteggere pulsanti e corona.

La certificazione NASA e le missioni spaziali

Dopo una serie di test estremi, nel 1965 la NASA certificò lo Speedmaster come unico cronografo idoneo per le missioni spaziali e le EVA. Superò prove di temperatura, vibrazioni, pressione e umidità, risultando l’unico cronografo meccanico ancora funzionante.

Durante la missione Gemini 4, l'astronauta Ed White fu il primo americano a indossare lo Speedmaster durante una passeggiata spaziale. Il modello scelto: ST105.003.

Con l'Apollo 11, lo Speedmaster entra nella leggenda: fu al polso di Buzz Aldrin mentre camminava sulla Luna nel 1969. Il suo collega Neil Armstrong lasciò il proprio orologio a bordo per sostituire un cronometro guasto.

Riconoscimenti e affidabilità

Nel 1970, durante l’emergenza dell'Apollo 13, lo Speedmaster fu utilizzato per calcolare una manovra cruciale che salvò l’equipaggio. Per questo ricevette il prestigioso Silver Snoopy Award.

Dal calibro 321 al 861

Nel 1968 viene introdotto il calibro 861, con una frequenza di 21.600 alternanze/ora. Evoluzioni successive porteranno ai calibri 1861, 1863 (decorato) e alle edizioni con fondello in zaffiro.

Lo Speedmaster ha mantenuto il suo design iconico nel tempo: vetro hesalite, cassa da 42 mm e lunetta tachimetrica, con leggere modifiche nei materiali luminescenti (dal trizio a pigmenti Luminova).

Moonwatch oggi

La referenza 3570.50 rappresenta la versione moderna più fedele del Moonwatch. Omega ha anche creato versioni commemorative, edizioni in oro e cronografi automatici con complicazioni, ma nessuna ha raggiunto lo status leggendario del Professional a carica manuale.

Lo Speedmaster resta ancora oggi uno degli orologi più iconici al mondo, simbolo di precisione, robustezza e storia dell’esplorazione spaziale.

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